VACCINI PER ADULTI: PERCHÉ FARLI E QUALI VACCINAZIONI SONO CONSIGLIATE

In Italia vengono attualmente raccomandate alcune vaccinazioni per prevenire le più importanti malattie infettive di adulti, gravide e anziani.

Nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025 sono indicate alcune vaccinazioni fortemente raccomandate per prevenire le malattie infettive negli adulti che, pur non essendo causa di epidemie, possono comunque provocare gravi problemi alla salute del singolo individuo e della comunità.

I vaccini raccomandati negli adulti

I vaccini che attualmente sono raccomandati negli adulti riguardano tutti i soggetti maggiorenni di entrambi i sessi, con ulteriori specifiche raccomandazioni per le donne in età fertile che intendono avere in un prossimo futuro dei figli, le donne già in gravidanza e gli anziani.

I vaccini raccomandati per gli adulti comprendono:

  • Anti-difterite-tetano-pertosse: negli adulti questa vaccinazione è raccomandata come richiamo ogni 10 anni, per perpetuare la memoria del sistema immunitario. La somministrazione di questo vaccino inizia già nei neonati e viene svolta impiegando il vaccino esavalente. La vaccinazione è raccomandata anche nel corso della gravidanza. In particolare, la vaccinazione contro la pertosse va effettuata a ogni gravidanza, anche quando la donna è in regola con i richiami oppure ha avuto la pertosse. Lo scopo è proteggere il neonato dalle complicazioni della pertosse, che se contratta nei primi mesi di vita può essere molto grave o addirittura mortale. Il periodo raccomandato è tra la 27a e la 36a settimana di gestazione, in modo da permettere all’organismo della futura mamma di produrre anticorpi e di veicolarli al feto attraverso la placenta
  • Anti-morbillo-parotite-rosolia-varicella (MPRV): le donne in età fertile che intendono avere un bambino, insieme ai soggetti di tutte le età che non hanno mai avuto morbillo, parotite, rosolia e varicella, possono sottoporsi a un unico vaccino tetravalente combinato oppure, nella stessa seduta, a due vaccini separati – somministrati in sedi di iniezione diverse –, di cui uno contenente solo l’anti-varicella e l’altro il trivalente anti-morbillo-parotite-rosolia. Qualora si volessero effettuare le due vaccinazioni in due sedute separate, bisognerà invece aspettare un mese tra un vaccino e l’altro. Per le donne che intendono avere un bambino e che si sono vaccinate, è indicato aspettare almeno un mese dalla somministrazione dei vaccini antimorbillo-parotite-rosolia-varicella prima del concepimento di un bambino 
  • Anti-pneumococco (PCV/PPSV): il vaccino è raccomandato per gli anziani al di sopra dei 65 anni poiché lo Streptococcus pneumoniae, o pneumococco, rappresenta la più frequente causa di polmonite e di meningite gravate da alta mortalità per questa fetta di popolazione. Gli over65 infatti hanno un sistema immunitario meno attivo (a causa dell’immunosenescenza) e spesso il loro stato di salute è aggravato da patologie croniche come la broncopneumopatia cronica ostruttiva o malattie cardiache. Esistono due diversi vaccini anti-pneumococcici: il vaccino coniugato 13-valente agisce contro i 13 ceppi più comuni, mentre il vaccino polisaccarido 23-valente è efficace contro 23 ceppi di pneumococco.
  • Anti-Herpes Zosterè attualmente offerto gratuitamente dal piano nazionale sanitario a tutti gli anziani al di sopra dei 65 anni per cui è noto un precedente contatto con il virus della varicella. Quando si guarisce, infatti, il virus della varicella non abbandona l’organismo ma si “rifugia” nei gangli nervosi della colonna vertebrale. Qui può rimanere silenzioso per tutta la vita, oppure risvegliarsi, anche a distanza di trent’anni da quando si è avuta la varicella. La vaccinazione serve a prevenirne la riattivazione e di conseguenza lo sviluppo dell’herpes zoster (il cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio), condizione clinica altamente invalidante per l’anziano caratterizzata da dolorosa eruzione cutanea. La vaccinazione ha anche il vantaggio di proteggere dalla nevralgia posterpetica, una complicanza che si manifesta nel 20% di chi è colpito da herpes zoster.  Il vaccino anti-zoster è inoltre raccomandato per tutti i soggetti con età superiore o uguale ai 50 anni che abbiano patologie croniche di base in grado di aumentare il rischio di riattivazione del virus della varicella. Anche in questo caso, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante o allo specialista di competenza che saprà dare le indicazioni necessarie.
  • anti-epatite A: il vaccino è raccomandato a chi è a rischio di contrarre il virus dell’epatite A, come per esempio pazienti con malattie epatiche croniche, pazienti con coagulopatie tali da richiedere terapia a lungo termine con derivati di natura ematica, tossicodipendenti. È raccomandato anche a chi lavora in ambienti a contatto col virus e a chi viaggia in zone a rischio.
  • anti-epatite B: il vaccino è raccomandato agli adulti che non sono stati precedentemente vaccinati e che appartengono a una delle categorie a rischio per l’infezione da epatite B, come emodializzati, politrasfusi, affetti da infezione HIV, oppure da epatopatia cronica soprattutto se in associazione a infezione da HCV, tossicodipendenti, personale sanitario, viaggiatori in aree endemiche.

Inoltre, gli adulti possono sottoporsi anche alla vaccinazione antinfluenzale, che è raccomandata e offerta gratuitamente ad alcune categorie di persone particolarmente a rischio di complicanze dovute all’influenza, come per esempio gli anziani sopra i 60 anni di età, i soggetti affetti da alcune patologie e le donne che si trovano in stato di gravidanza durante la stagione epidemica, a prescindere dal trimestre di gestazione, e nel periodo post-partum. 

Vaccinazioni consigliate a chi soffre di diabete

Le Linee guida per la diagnosi e la terapia della malattia diabetica dedicano alle vaccinazioni uno spazio importante.  La persona con diabete infatti va difesa dalle malattie che possono comportare un elevato rischio di mortalità e di morbilità. Sì allora innanzitutto alla vaccinazione antinfluenzale da ripetere ogni anno e a quella anti-pneumococcica: quest’ultima va eseguita almeno una volta e ripetuta dopo i 64 anni se il primo vaccino è stato effettuato più di 5 anni prima. È una vaccinazione importante perché chi soffre di diabete ha un rischio aumentato di infezioni pneumococciche. Non meno importante è il vaccino contro l’herpes zoster: chi soffre di diabete ha un rischio maggiore di esserne soggetto e di avere un quadro sintomatologico più grave. 

Effetti collaterali, pochi e gestibili

Ognuno dei vaccini menzionati può dare, in generale, effetti collaterali piuttosto comuni che vanno dal dolore al rossore nel sito dell’iniezione fino a cefalea, febbre e dolori articolari. Questi sintomi possono essere trattati all’occorrenza con farmaci antinfiammatori oppure si può attendere la loro risoluzione spontanea nell’arco di alcune ore.

L’importanza dei vaccini

Conoscere quali sono i vaccini per gli adulti è di fondamentale importanza: la corretta informazione permette di mettere in guardia le categorie più sensibili, come appunto anziani, donne in età fertile o in stato di gravidanza, dai rischi di contrarre malattie infettive potenzialmente pericolose, prevenibili appunto con la vaccinazione.

Bibliografia essenziale

Il calendario vaccinale del piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019.
 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_4829_listaFile_itemName_0_file.pdf


Diphtheria Annual Epidemiological Report for 2017-ECDC surveillance report.
https://ecdc.europa.eu/sites/portal/files/documents/diphtheria-annual-epidemiological-report-2017.pdf

Associazione Medica Diabetologi (AMD) – Società Italiana di Diabetologia (SID). Standard italiani per la cura del diabete mellito 2018.

https://aemmedi.it/wp-content/uploads/2009/06/AMD-Standard-unico1.pdf

Ultimo aggiornamento: 15/07/2024 | MAT-IT-2100561