RSV: NOTIZIE E PREVENZIONE

Il virus respiratorio sinciziale è la principale causa di ospedalizzazione nei bambini nel primo anno di età. Scopriamo insieme come riconoscere l’infezione e quali sono i sintomi da non sottovalutare.

Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è un virus molto comune che infetta almeno una volta oltre il 90 per cento dei bambini entro i primi due anni di vita. Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione decorra senza sintomi o con lievi disturbi da raffreddamento, talvolta il virus può raggiungere le vie respiratorie inferiori, causando la bronchiolite, ovvero l’infiammazione delle diramazioni terminali dei bronchi (dette appunto bronchioli). Questa evenienza è più probabile nei primi mesi di vita del bambino e nei periodi di maggiore circolazione dell’RSV, in Italia tra novembre e marzo.

Cos’è l’RSV

L’RSV è un virus a RNA, appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, molto diffuso nell’uomo, anche a causa della mancanza di un’immunità a lungo termine dopo il contatto con il virus che rende frequente la reinfezione.

Quasi tutti i bambini contraggono l’infezione entro i due anni: la maggior parte di questi sviluppa una sindrome simil-influenzale delle vie respiratorie superiori, mentre alcuni possono andare incontro a una malattia del tratto respiratorio inferiore, prevalentemente sotto forma di bronchiolite. Infatti, si stima che negli Stati Uniti tra il 50%-80% di tutte le ospedalizzazioni per bronchiolite nei bambini siano causate dall’RSV. Il rischio aumenta però nei più piccoli: tra i bambini nel 1° anno di vita, circa il 20% ha bisogno di assistenza medica e circa il 2%-3% viene ospedalizzato.

Tutti i neonati e bambini nel primo anno di vita sono particolarmente a rischio di forme severe di infezione da RSV. Questo perché i principali fattori di rischio di questa infezione sono l’età, inferiore a un anno, ed essere nati subito prima o durante il periodo di maggiore circolazione del virus, che in Italia solitamente è compreso tra novembre a marzo. Ulteriori condizioni di rischio sono:

  • nascita pretermine, 29 settimane di gravidanza
  • bambini fino a 2 anni affetti da displasia broncopolmonare (una malattia polmonare legata alla prematurità)
  • bambini fino a 2 anni con malattie cardiache congenite o altre malattie respiratorie croniche
  • bambini con un sistema immunitario indebolito a causa di particolari malattie o di terapie immunosoppressive.
Come si diffonde l’RSV

In Italia l’infezione da RSV è tipicamente stagionale: il virus si diffonde da novembre a marzo, con un picco tra dicembre-febbraio.
La trasmissione dell’infezione avviene da persona a persona attraverso piccole goccioline respiratorie, emesse dall’individuo infetto soprattutto quando stranutisce o tossisce. Inoltre è possibile contagiarsi tramite il contatto con oggetti o superfici infette in quanto il virus respiratorio sinciziale può sopravvivere per molte ore su superfici dure come, tavoli, maniglie delle porte, giocattoli e culle. Il periodo di incubazione dell’infezione varia da 2 a 8 giorni, ma in media è di 4-6 giorni. Una volta penetrato nell’organismo attraverso le mucose di naso, bocca e occhi, il virus si diffonde rapidamente nel tratto respiratorio superiore e, come già accennato, può raggiungere anche l’albero bronchiale. L’infezione provoca un aumento della produzione di muco e l’ostruzione delle vie respiratorie, con possibile comparsa di difficoltà respiratorie.
Le persone con infezione da RSV sono contagiose per un periodo variabile tra 3 e 8 giorni. Tuttavia, alcuni neonati e persone con un sistema immunitario indebolito possono continuare a diffondere il virus fino a 4 settimane dopo la scomparsa dei sintomi.

Quali sono i sintomi dell’infezione da RSV

Quando l’infezione da RSV resta confinata alle vie respiratorie superiori causa disturbi lievi simili a quelli di altre infezioni respiratorie, come per esempio: raffreddore con naso che cola, tosse, starnuti.

Inoltre, talvolta possono comparire anche febbre e dolori articolari.
Quando il virus respiratorio sinciziale raggiunge le vie aeree inferiori e i polmoni si possono avere gravi manifestazioni respiratorie tali da richiedere il ricovero in ospedale. In questi casi si possono riconoscere alcuni sintomi caratteristici, che potrebbero essere spia di una bronchiolite o di una polmonite. I più frequenti sono:

  • rumori respiratori (fischi)
  • respiro accelerato
  • colorazione bluastra intorno alla bocca e a livello delle unghie
  • allargamento delle narici durante l’inspirazione (alitamento delle pinne nasali)
  • rientramenti a livello del torace durante gli atti respiratori
  • boccheggiamento (gasping).

Nei bambini molto piccoli i segni di infezione grave potrebbero essere più difficili da cogliere, ma ci sono alcuni campanelli d’allarme da non sottovalutare, in presenza dei quali è bene consultare con urgenza il pediatra: difficoltà respiratorie, irritabilità e difficoltà ad alimentarsi, febbre, segni di disidratazione come labbra asciutte, pianto senza lacrime, riduzione della quantità di urina. 

Il decorso dell’infezione

Nella maggior parte dei casi l’infezione da RSV guarisce da sola senza alcun trattamento specifico. Possono però essere di supporto alcuni farmaci sintomatici.
Altri accorgimenti utili per favorire la guarigione ed evitare complicanze sono:

  • bere molto in modo tale da mantenere le mucose ben idratate
  • usare un umidificatore per aumentare l’umidità in casa
  • praticare lavaggi nasali con soluzione fisiologica per liberare le cavità nasali dal muco.

 

Gli antibiotici non sono indicati trattandosi di un’infezione virale. Il medico può prendere in considerazione il loro impiego solo nei casi in cui sospetti una sovrainfezione batterica, per esempio se si sviluppa un’otite.

In caso di bronchiolite può essere necessario il ricovero in ospedale per somministrare ossigeno in caso di difficoltà respiratorie e liquidi se è presente disidratazione. In genere i bambini ricoverati in ospedale per infezione da RSV guariscono grazie all’assistenza ospedaliera, basata sul sollievo dei sintomi, e vengono dimessi nell’arco di quattro o cinque giorni, sebbene talvolta si possa rendere necessario il ricovero in terapia intensiva con un’ospedalizzazione quindi più lunga. I bambini che sono stati ospedalizzati per infezione da RSV nel primo anno di vita potrebbero avere un aumentato rischio di broncospasmo e asma nel corso dell’infanzia. Diversamente da altre malattie infettive, l'infezione con il virus respiratorio sinciziale si può contrarre più volte nella vita; tuttavia dopo il primo episodio, le reinfezioni si manifestano di norma con forme più lievi.

Come proteggersi dall’RSV

Sebbene ad oggi non esistano ancora vaccini o anticorpi per proteggere tutti i neonati e bambini dall’RSV, la ricerca su questo fronte è molto attiva e sono in fase di studio diverse soluzioni che consentano di prevenire le complicanze di questa infezione.

Ad oggi, è disponibile un anticorpo monoclonale che però è indicato solamente in un piccolo gruppo di bambini nati molto prematuramente o con patologie congenite alla nascita. Per tutti gli altri, cioè per la maggior parte che corrisponde a circa il 95% dei neonati e bambini, la prevenzione si basa quindi principalmente sul rispetto di alcune norme igieniche che mirano a ridurre il rischio di contrarre l’infezione e a evitarne l’ulteriore diffusione. Le principali misure da adottare sono le seguenti:

  • lavare le mani bene e spesso
  • utilizzare disinfettanti per le mani a base alcolica in assenza di acqua
  • lavarsi le mani prima di toccare o prendere in braccio un bambino
  • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca
  • evitare di esporre i bambini al fumo di sigaretta
  • non frequentare persone con sintomi da raffreddamento
  • evitare i luoghi troppo affollati
  • areare spesso gli ambienti.

 

Le persone con infezione da RSV, dal canto loro, dovrebbero:

  • coprire naso e bocca con un fazzolettino di carta o con il gomito quando starnutiscono o tossiscono
  • stare a riposo fino a completa guarigione
  • evitare contatti stretti con familiari e altre persone
  • pulire spesso oggetti e superfici con cui si entra in contatto di frequente (maniglie delle porte, giocattoli, piani dei tavoli, ecc.)
Bibliografia essenziale

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Ultimo aggiornamento: 15/07/2024 | MAT-IT-2100561