La rabbia è un’encefalomielite virale acuta causata da membri del genere Lyssavirus ed è una patologia ancora trascurata.

    La rabbia è un’encefalomielite virale acuta causata da membri del genere Lyssavirus. La malattia può essere causata dal virus della rabbia genotipo 1 (rabbia classica) oppure, meno comunemente, da altri Lyssavirus rabbia-correlati. La presentazione clinica è, comunque, sempre la stessa indipendentemente dal virus implicato. L’encefalite da rabbia è pressoché invariabilmente fatale e le stime più conservative parlano di circa 60.000 morti ogni anno, soprattutto in Asia (quasi il 60%, il maggior numero dei quali nella sola India) e in Africa (circa il 36%).

    La trasmissione della rabbia avviene principalmente attraverso il morso, un graffio, o il semplice contatto della saliva di un animale infetto con le mucose o la cute non integra. I cani sono responsabili di quasi il 99% dei casi di rabbia umana. Oltre ai cani, però, tutti i mammiferi possono fungere da serbatoio del virus; perciò, a seconda delle zone, vi possono essere altri importanti serbatoi, come ad esempio i pipistrelli in moltissime regioni (compresi Europa, Nord America e Australia); le volpi in diverse aree boschive; le manguste in Asia, in Africa e nei Caraibi; gli sciacalli in Africa; i gatti e le scimmie in Asia; i procioni e le puzzole nel Nord America.

    A seguito di morsi o graffi da parte di un animale infetto, il virus della rabbia penetra nei tessuti lacerati e raggiunge le cellule nervose utilizzando fusi di nervi sensoriali o giunzioni neuromuscolari dei nervi motori.
    Una volta in un neurone, il virus della rabbia viaggia rapidamente all’interno degli assoni per raggiungere il cervello, causando encefalite. Il periodo di incubazione è solitamente compreso tra le 3 e le 12 settimane, ma l’intervallo descritto in letteratura va da 4 giorni a 19 anni. In più del 93% dei pazienti l’esordio della malattia si ha comunque entro 1 anno dall’infezione.
    L’esordio clinico è assai insidioso e i sintomi precoci comprendono: parestesie attorno alla ferita da morso, febbre, cefalea e malessere. Solo più tardivamente compaiono l’idrofobia, le allucinazioni e il comportamento maniacale fino alla paralisi e al coma (rabbia furiosa), oppure una paralisi flaccida ascendente con disturbi del sensorio (rabbia paralitica).

    La rabbia è quasi sempre fatale e la morte sopraggiunge per paralisi respiratoria. Una volta che la malattia si è manifestata clinicamente non esiste alcun trattamento specifico, ma si possono attuare solo terapie di supporto.
    Trattandosi di una malattia a elevatissima letalità e per la quale non esiste una terapia specifica, l’unica arma su cui si possa contare è la vaccinazione, che può essere effettuata sia prima del morso (PrEP, pre-esposizione) sia nel minor tempo possibile dopo il morso (PEP, post-esposizione).

    La rabbia è comune in gran parte del mondo, specie nei Paesi poveri, sia in aree urbane che rurali. La maggior parte dei Paesi industrializzati, ma anche Paesi come la Thailandia o molti di quelli latino-americani, ha drasticamente ridotto (se non completamente eliminato) la rabbia canina con campagne di immunizzazione dei cani e la lotta al randagismo. Sia il World Health Organization che il Public Health England forniscono un elenco molto dettagliato Paese per Paese del rischio di rabbia da animali terrestri.

    La prevenzione contro la rabbia (PrEP) è fortemente raccomandata da parte degli organismi sanitari (OMS, US-ACIP) ai viaggiatori internazionali che desiderano recarsi in aree ad alto rischio, specialmente se impegnati in attività all'aperto in zone remote.

    LIVELLO DI RISCHIO DI
    CONTRARRE LA RABBIA
    per l'uomo*

     Nessun rischio

     Basso rischio

     Rischio moderato

     Rischio elevato

    RIG non disponibili in tutto il
    Paese entro 48 ore

    RIG e vaccini non disponibili in tutto il
    Paese entro 48 ore

    *Dalla pubblicazione 'Viaggi internazionali e salute' -OMS. Distribuzione dei livelli di rischio per l'uomo di contrarre la rabbia, a livello mondiale, 2018

    La prevenzione contro la rabbia (PrEP) è raccomandata per le popolazioni ed i viaggiatori ad alto rischio ed è possibile attraverso la vaccinazione preventiva ed il trattamento post-esposizione.

    Vaccinazione preventiva

    Profilassi pre-esposizione
    (PrEP) = 2 o 3 dosi di vaccino*
    nell'arco di 1-3 settimane

    Dopo l'esposizione alla rabbia

    Un TEMPESTIVO intervento
    post-esposizione consente di
    prevenire la malattia

    Indipendentemente dall'essere precedentemente immunizzati o meno contro la rabbia, qualsiasi potenziale esposizione richiede un'immediata profilassi post-esposizione (PEP). È importante lavare bene la ferita per almeno 15 minuti ed effettuare la vaccinazione

    Posologia per soggetti già immunizzati contro la rabbia (PEP=solo 2 dosi)

    Posologia per soggetti con ciclo vaccinale non completo contro la rabbia (PEP=3,4 o 5 dosi*)

    RIG immunoglobuline antirabbiche
    *: Le schedule vaccinali possono variare a seconda del Paese

    World Health Organization - WHO Position paper on rabies vaccines Apr 2018. 93 (16): 201–20.

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    Alhassan SA, et al. A Case of Fatal Rabies in a Donkey in Dawakin Tofa, Kano State, Nigeria. J. Anim. 2020. Health Prod. 8(1): 40-4.

    Rossanese A. e Tomasi A., L'atlante del viaggiatore

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Ultimo aggiornamento: 05/02/2024 | MAT-IT-2400057